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In Giappone sono tornate le gru. Facciamone una anche noi

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In Giappone sono tornate le gru. Facciamone una anche noi

Messaggio Da Angela il Ven 18 Mar 2011 - 12:29

In Giappone sono tornate le gru. Facciamone una anche noi
di Laura Cuppini

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Sadako Sasaki è nata il 7 gennaio 1943, vicino a Hiroshima. Quando è stata sganciata la bomba atomica “Little Boy”, il 6 agosto 1945 alle 8.15, aveva poco più di due anni. Rimase gravemente contaminata dalle radiazioni, come molti altri bambini (a Hiroshima morirono istantaneamente tra le 70 e le 80 mila persone), ma per alcuni anni visse serenamente, ignara della malattia che l’avrebbe uccisa. Solo nel 1954, a 11 anni, le fu diagnosticata una grave forma di leucemia. Sadako è morta il 25 ottobre 1955 e la sua grande voglia di vivere è raccontata in un libro, “Il gran sole di Hiroshima” di Karl Bruckner, che ho letto da ragazzina.


Nell’ultimo drammatico anno di vita trascorso in ospedale, Sadako ha trovato un “passatempo” per combattere la paura e l’angoscia: costruiva piccole gru con la tecnica dell’origami usando qualunque pezzo di carta le capitasse sottomano, comprese le confezioni dei suoi farmaci. Un’amica le aveva raccontato un’antica leggenda, secondo cui chi fosse riuscito a costruire mille gru (l’animale simbolo di lunga vita) avrebbe potuto esprimere un desiderio. Facile immaginare quello che voleva Sadako: guarire, tornare a correre (la sua passione), stare con gli amici. Ma non solo: la bambina, resa più consapevole dalla tragedia del suo popolo e sua personale, voleva che questo gesto portasse pace e felicità a tutti coloro che stavano soffrendo.

Poi la storia diventa quasi leggenda: Sadako non è riuscita a concludere la sua impresa, costruendo poco meno di 700 gru. Le altre le hanno fatte i suoi amici, per poi seppellirle con lei. Quel che è certo è che oggi, all’interno del Monumento della Pace di Hiroshima (un grande parco a sua volta pieno di edifici e monumenti), c’è una statua che ricorda la bambina divenuta simbolo delle vittime minorenni della bomba. Raffigura Sadako che tende una gru verso il cielo ed è stato inaugurato nel 1958 grazie ai fondi raccolti dai suoi compagni di scuola.

Accanto, in grandi teche di vetro, ci sono migliaia di coloratissime gru di carta attaccate l’una all’altra, a mo’ di lunghi festoni, spedite o portate da bambini di tutto il mondo. Accanto a ogni gruppo di origami è scritto il nome della scuola o della classe che l’ha realizzato in ricordo di Sadako e con la speranza della pace. E chiunque visita il monumento può lasciare la propria gru in un’urna con un messaggio.

La foto che vedete in cima a questo post mostra alcuni origami appesi a un albero nel centro di Sofia, in Bulgaria, in solidarietà con il popolo giapponese. E a Roma 600 bambini delle elementari, coinvolti dallo scorso anno nel progetto “Percorso Hiroshima”, sono stati invitati a costruire origami da inviare ai coetanei del Sol Levante.

Quando (come raccontato in un precedente post) sono stata al Peace Memorial di Hiroshima, un gruppetto di bambine in divisa scolastica mi ha fermato, chiedendomi di rispondere ad alcune domande: probabilmente si trattava di un esercizio per imparare l’inglese assegnato dai prof. Dopo avermi chiesto nome e nazionalità le ragazzine mi hanno dato un foglietto con questa domanda: “Secondo te che cosa è necessario fare per arrivare un giorno alla pace nel mondo?”. Conquistata dai loro sorrisi ho scritto: “Avere consapevolezza di quanto è accaduto”.

In questi giorni di dolore e di paura per il Giappone, colpito duramente dalla natura e dagli errori dell’uomo, ho avuto in regalo una piccola gru di carta dopo aver pranzato in un sushi bar di Milano: d’ora in avanti, ricevendo questo piccolo oggetto carico di significato, la nostra consapevolezza sarà diversa. Per chi volesse costruire una gru o un “oridzuru” (grappolo di mille gru) ecco un sito in inglese con una spiegazione molto chiara.

http://www.youtube.com/profile?user=RobH0629&annotation_id=annotation_667575&feature=iv






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Re: In Giappone sono tornate le gru. Facciamone una anche noi

Messaggio Da Maggie50 il Ven 18 Mar 2011 - 19:28

è molto bello il racconto degli avvenimenti anche se, purtroppo, è frutto della perdita di Sadako nonostante il suo tenace amore per la vita:(

Ho fatto un corso di origami, tanto tempo fa, e la gru è uno dei miei preferiti. Mi rilassa farli.
Quando regalo piantine ci metto anche una gru, risulta molto gradita. Sapevo che portava fortuna, ma se porta pace e felicità è meglio.
Le ho usate anche per qualche occasione tipo natale, o compleanni, come segna posto, le mettevo su un supporto sul quale scrivevo il nome dell'ospite.
Ne farò una pensando al popolo giapponese che sta vivendo una terribile esperienza e auguro loro e a tutti di trovare una soluzione per risolvere il problema della radioattività: è una catastrofe che incute paura.
Grazie per avere postato questo racconto di vita vera, per non dimenticare; poi andrò a vedere il link rosa



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