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Paolo e Francesca

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Messaggio Da Betty Boop il Mer 9 Gen 2008 - 16:49

Uno strepitoso Benigni in diretta su Rai Uno ha declamato i celeberrimi versi del V canto dell'Inferno dantesco... Abbiamo chiuso le prove prima, non volevamo perderci questo evento.
Conoscevo già la storia di Paolo Malatesta e la tenera Francesca da Rimini, realmente vissuti a Ravenna nel XIV secolo, contemporanei di Dante, ma mai ero realmente "entrata" nella loro storia, perchè il semplice studio, per quanto accurato, è una sterile e tecnica elencazione di stili e tematiche e non vi è posto per la commozione, intesa proprio come "muoversi" verso l'oggetto in questione. Ciò mi ha spinto a trascriverne alcuni passaggi.
Protagonisti del canto dei lussuriosi, cioè di coloro che la Ragione hanno sottomesso al "talento", inteso come passione e istinto, si distinguono dalla massa delle anime dannate condannate al contrappasso della bufera senza fine, per la ragione stessa che a ciò li ha condannati. Non vi è stata per loro passione solo carnale, ma Amore, che ha mosso l'uno verso l'altra... Ecco il perchè dell'altissima dignità dei due.
Splendido, straordinario affresco offerto da Benigni, che fa della pietà il punto nodale del suo commento. Francesca dice "pietà del nostro mal perverso", quale straordinario sentimento prova Dante, nell'essere mosso a pietà nell'Inferno...
Potrei riportare tanti passaggi qui, adesso. Ma vorrei farlo gradualmente, perchè questa pagina merita tutta l'attenzione di chi vorrà rispondere...


Ninfa ha scritto:purtroppo non ho mai studiato a fondo la Divina Commedia. Non so oggi ma ai miei tempi solo i licei insegnavano e analizzavano questa bellissima opera. Avendo fatto una scuola professionale, non era nei programmi ministeriali.
Quel poco che so devo dire che è stato proprio grazie a Benigni. Tanti studiosi l'hanno criticato ma io, da profana, ho capito di più ascoltando la sua interpretazione che leggendo alcuni passi.
Non vedendo rai uno ieri sera l'ho perso e mi è dispiaciuto moltissimo.


Elena cara, nonostante io abbia invece fatto studi classici, ti posso assicurare che in tutto il mio corso di studi, compresi quelli universitari, non avevo mai preso troppo in considerazone questo celebre V Canto.
Mi affaccio solo adesso in questa avventura ed è una cosa inedita e stimolante per me.
Credo fermamente che non sia mai troppo tardi per conoscere. Non solo per amor di conoscenza, ma perchè la nostra cultura è fra le più straordinarie al mondo. Non abbiamo che una vaga idea di quanto ci possa offrire e ignoriamo che il passato è qui, che idee, pensieri e sensazioni, sentimenti, miserie, tutto ciò che l'umanità di ieri ha teorizzato e approfondito, oltre che vissuto, è materia universale, che può adeguarsi ai nostri tempi e può guidarci in questo "viaggio" che è la vita.


Lula ha scritto:vedere ieri sera Benigni (purtroppo non ce l'ho fatta sino alla fine) mi ha fatto proiettare sui banchi di scuola quando l'insegnante ci spiegata la divina commedia ed io che ero letteralmente incantata dalle sue parole, come lo sono stata altrettanto ascoltando Benigni...bravissimo ed emozioanante


gramigna ha scritto:Strepitoso Benigni! Io l'ho visto fino alla fine (nonostante avessi la febbre...si, di nuovo!) e devo dire che quando ha letto tutto il canto dall'inizio alla fine mi sono veramente emozionata.
Il mio rapporto con la Divina Commedia è di amore e odio (come ho già spiegato in un altro post), ma quel canto è sempre stato il mio preferito, sono stata contenta che abbia decantato proprio quello!


gaietta2710 ha scritto:
stupendo questo canto, è il mio preferito


Ma cosa ne pensate? Cosa vi piace della storia di Paolo e Francesca?

gramigna ha scritto:L'amore che trionfa su tutto, anche sulla morte. La passione travolgente che rompe ogni schema. L'umiltà di aver accettato lo sbaglio commesso ma non rinnegarlo. [smilie=427wa.gif]


Bene, Grami, era quello che volevo leggere. Mi dai lo spunto per continuare con le mie osservazioni...

"Amor, che al cor gentil ratto s'apprende..."
Amore, che si aggrappa strettamente al cuore "gentile"...

L'amore raggiunge e possiede solo il cuore gentile. Un termine questo che durante il Medioevo dantesco ha un significato più ampio, che comprende la sensazionale capacità di amare incondizionatamente.
Paolo è cognato di Francesca. Lei ne ha sposato il fratello, l'insignificante Gianciotto, ma è Paolo che ama, insospettabilmente ("... soli eravamo, e sanza alcun sospecto...")...


gaietta2710 ha scritto:Amor, ch'a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m'abbandona.


Ah, non vale citare soltanto, Gaietta... Paolo e Francesca Hate-cry2

gaietta2710 ha scritto:
ah no? [smilie=hate-cry2.gif]


Amor ch'a nullo amato amar perdona...

Secondo Sapegno: l'amore non perdona che chi è amato non riami...

Benigni dice: se si ama qualcuno, quell'amore ci verrà restituito in egual misura...

...non solo: è bello aggiungere a ciò che Francesca canta l'Amore che non finisce fra i rifiuti del tempo...


eva ha scritto:quello che mi commuove di questo canto, che guarda caso sto approfondendo proprio in questi giorni, e' il loro volo uniti... gli unici due soggetti della commedia che stanno vicini e uniti.
Lei che parla mentre lui piange... uccisi a tradimento.
I loro occhi che si incontrano e galeotto quel bacio sul dolce riso di ginevra..

prof. sai che solo adesso ho capito il vero senso del termine GALEOTTO?
Io credevo significasse qualcosa come "complice" invece significa testimone... dall'amor cortese... pare che nei rari casi in cui le dame suggellassero con l'agognato bacio il loro amore nei confronti del cavalier cortese, dovesse esserci un testimone che potesse affermare quanto avvenuto... quindi quando Ginevra bacio' Lancillotto era presente un certo Galehault ... e da qui' il termine galeotto... il Sapegno ce l'aveva spiegata diversa sta cosa... oggi gli si da questa nuova interpretazione...


Mai intervento fu più appropriato di questo, Eva cara!
Mi ricordo dell'origine di "galeotto", non capisco perchè sia passato a indicare il carcerato...
E' bellissima questa cosa dell'intreccio fra due grandissime storie d'amore, vero? Hai visto la trasmissione tu? Io sono rimasta come abbacinata...
Che bello leggerti da queste parti!


Lula ha scritto:
tra le due spiegazioni preferisco credere alla seconda anche se non sempre è vero purtroppo. la prima mica l'ho capita! [smilie=ahgg_dunno.gif]


La prima equivale a dire che l'Amore è come entità che esige che l'oggetto del nostro amore dia amore a sua volta...
Un concetto un po' complesso, in effetti. E' che Sapegno è un dantista e i dantisti sono oscuri... più di Dante!
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