Fiaba "Il gigante egoista"
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Fiaba "Il gigante egoista"
Ve la ricordate? vi metto la trama by wikipwdia.it
Il Gigante, dopo essere stato dal suo amico, l'Orco di Cornovaglia, per sette anni, tornò al suo castello. Lì trovò molti bambini che giocavano nel suo giardino ed erano felicissimi. Ma il Gigante, infuriato, li scacciò tutti e pose un cartello con scritto:
VIETATO L'INGRESSO.
Gli intrusi saranno puniti!
Così nessun bambino entrò più in quel giardino. Poi per tutta la città arrivò la primavera; l'unico posto in cui era ancora inverno era il giardino del Gigante: quest'ultimo era molto preoccupato perché il suo giardino era molto brutto, freddo e soffiava un vento terribilmente gelido. Ma un giorno, dal suo letto sentì un uccellino cantare e gli sembrò la canzone più bella che avesse mai sentito. Guardò fuori e vide che la Primavera era arrivata e con lei erano tornati i bambini. Così il Gigante si accorse di quanto egoista era stato e, vedendo un bambino che a causa della sua minuta statura non riusciva a salire su di un albero (come tutti gli altri), si commosse. Quindi si avvicinò al bambino e, sollevandolo da terra, lo pose sopra l'albero. Il bambino fu davvero felice e per gratitudine baciò il Gigante. Tutti i giorni seguenti, i bambini tornavano nel giardino, ma il bambino da cui il Gigante era stato baciato (e per questo era il suo preferito) non si fece più vedere. Ogni giorno il Gigante aspettò che tornasse fino a che divenne vecchio. Una mattina, attraverso la finestra, il Gigante vide il bambino. Si sentiva felicissimo e corse verso di lui. Quando il Gigante vide che il bambino perdeva sangue dalle mani e dai piedi domandò cosa gli fosse successo. Il bambino rispose che erano le ferite dell'Amore e che, poiché una volta il Gigante gli aveva permesso di giocare nel suo giardino, ora lui gli avrebbe permesso di giocare nel suo che era il Paradiso: quel bambino che aveva baciato il Gigante infatti non era altro che Gesù Bambino. Quando i bambini tornarono nel giardino per giocare, trovarono il Gigante disteso per terra, morto , ricoperto di boccoli bianchi
l ho letta a gaia poco fa e mi sono messsa a piangere :Smoke: ...so ke non si dovrebbe fare davanti ai bimbi, ma questa storia, assieme alla piccola fiammiferaia, mi ha sempre fatto commuovere anche da piccola
Il Gigante, dopo essere stato dal suo amico, l'Orco di Cornovaglia, per sette anni, tornò al suo castello. Lì trovò molti bambini che giocavano nel suo giardino ed erano felicissimi. Ma il Gigante, infuriato, li scacciò tutti e pose un cartello con scritto:
VIETATO L'INGRESSO.
Gli intrusi saranno puniti!
Così nessun bambino entrò più in quel giardino. Poi per tutta la città arrivò la primavera; l'unico posto in cui era ancora inverno era il giardino del Gigante: quest'ultimo era molto preoccupato perché il suo giardino era molto brutto, freddo e soffiava un vento terribilmente gelido. Ma un giorno, dal suo letto sentì un uccellino cantare e gli sembrò la canzone più bella che avesse mai sentito. Guardò fuori e vide che la Primavera era arrivata e con lei erano tornati i bambini. Così il Gigante si accorse di quanto egoista era stato e, vedendo un bambino che a causa della sua minuta statura non riusciva a salire su di un albero (come tutti gli altri), si commosse. Quindi si avvicinò al bambino e, sollevandolo da terra, lo pose sopra l'albero. Il bambino fu davvero felice e per gratitudine baciò il Gigante. Tutti i giorni seguenti, i bambini tornavano nel giardino, ma il bambino da cui il Gigante era stato baciato (e per questo era il suo preferito) non si fece più vedere. Ogni giorno il Gigante aspettò che tornasse fino a che divenne vecchio. Una mattina, attraverso la finestra, il Gigante vide il bambino. Si sentiva felicissimo e corse verso di lui. Quando il Gigante vide che il bambino perdeva sangue dalle mani e dai piedi domandò cosa gli fosse successo. Il bambino rispose che erano le ferite dell'Amore e che, poiché una volta il Gigante gli aveva permesso di giocare nel suo giardino, ora lui gli avrebbe permesso di giocare nel suo che era il Paradiso: quel bambino che aveva baciato il Gigante infatti non era altro che Gesù Bambino. Quando i bambini tornarono nel giardino per giocare, trovarono il Gigante disteso per terra, morto , ricoperto di boccoli bianchi
l ho letta a gaia poco fa e mi sono messsa a piangere :Smoke: ...so ke non si dovrebbe fare davanti ai bimbi, ma questa storia, assieme alla piccola fiammiferaia, mi ha sempre fatto commuovere anche da piccola
gaietta2710- Tenente Colombo
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Occupazione/Hobby : cameriera - studentessa
"Chi sei" in poche parole : felicemente mamma
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Re: Fiaba "Il gigante egoista"
Che dolce che è!
Perché non si deve piangere davanti ai bimbi? Mica siamo fatti di amianto...basta spiegare il perché e loro capiscono meglio di quanto possiamo immaginare..
Sei forte Alessandra!
Perché non si deve piangere davanti ai bimbi? Mica siamo fatti di amianto...basta spiegare il perché e loro capiscono meglio di quanto possiamo immaginare..
Sei forte Alessandra!
Cri- Nonna Belarda/Nonno Geppo
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"Chi sei" in poche parole : semplice, sincera, concreta
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Re: Fiaba "Il gigante egoista"
Questa fiaba è bellissima e secondo me insegna molto, anche a me piace tanto e la leggo di quando in quando a mio figlio!
Nicol_Labirinto- Pischella/Pischello
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"Chi sei" in poche parole : Una mamma e una moglie innamorata della mia famiglia, della vita e dei bambini.
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Re: Fiaba "Il gigante egoista"
Ma sai che io non la conoscevo
Me la stampo e la leggerò anch'io ad Alice, voglio vedere la sua reazione.
Concordo con Cri, penso che il vederci umane, anche con le nostre debolezze possa far bene ai nostri bimbi, non siamo infallibili e di marmo
Me la stampo e la leggerò anch'io ad Alice, voglio vedere la sua reazione.
Concordo con Cri, penso che il vederci umane, anche con le nostre debolezze possa far bene ai nostri bimbi, non siamo infallibili e di marmo
Sabrina- Adulto/Adulta
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"Chi sei" in poche parole : mamma di 2 bimbi, sincera
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Re: Fiaba "Il gigante egoista"
io la storia la conoscevo, ma non che il gigante moriva , ma che trasformo' i lgiardino in u n posto dove tutti ibambini potevano giocare i ntranquilit e lui giocava con loro
soledorato- Adulto/Adulta
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"Chi sei" in poche parole : mi sto cercando, e mi avvicino sempre + a saperlo
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Re: Fiaba "Il gigante egoista"
soledorato ha scritto:io la storia la conoscevo, ma non che il gigante moriva , ma che trasformo' i lgiardino in u n posto dove tutti ibambini potevano giocare i ntranquilit e lui giocava con loro
e poi i bimbi lo trovano mortio
gaietta2710- Tenente Colombo
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"Chi sei" in poche parole : felicemente mamma
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Re: Fiaba "Il gigante egoista"
no mai detto che lo trovono morto
neanche gl ischout la raccontano co nquesta fine
neanche gl ischout la raccontano co nquesta fine
soledorato- Adulto/Adulta
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"Chi sei" in poche parole : mi sto cercando, e mi avvicino sempre + a saperlo
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Re: Fiaba "Il gigante egoista"
Nemmeno io ce l'ho con la fine che muore...
IL GIGANTE EGOISTA di Oscar Wilde (collana Leggimi Una Fiaba, edizione EdiBimbi)
In una città lontana c'era uno splendido giardino, chiamato giardino del gigante. La, tra coloratissimi fiori profumati e grandi alberi, venivano, dopo la scuola, a giocare molti bambini vivaci e allegri: venivano a ogni stagione, persino d'inverno, perché neve e ghiaccio facevano sembrare il luogo sempre bellissimo.
Ma il giardino era di proprietà di un famoso gigante. E un giorno questi ritornò dopo una lunga assenza. Vide i bambini tra gli alberi e i fiori e si arrabbiò moltissimo.
"Che fate qui?" urlò. "Chi vi ha permesso di entrare? Via tutti, non voglio vedervi mai più qui!"
I piccoli fuggirono e il gigante cinse il giardino con un alto muro, chiuse il cancello con una grossa catena e pose bene in vista il cartello: VIETATO L'INGRESSO.
Giunse l'inverno, poi passò: la primavera tornò dappertutto, ma non nel giardino del gigante egoista. Lì non c'erano più i bambini a ridere e a giocare e gli uccellini, rattristati, non vi venivano a cantare: perciò, in quel silenzio gli alberi non germogliavano e i prati, coperti di neve, non lasciavano spuntare l'erba. Gli unici contenti erano la neve, il ghiaccio e la tramontana.
Il gigante stava davanti al fuoco, avvolto in coperte, e non capiva il perché di quel freddo e di quel buio. "Ma quando torna la primavera?" si chiedeva.
Ma ecco che un mattino una musica allegra e vivace giunse alle sue orecchie.
Alcuni ragazzini erano entrati e salivano sugli alberi; gli uccellini lo seguivano cinguettando. Alberi e prati si erano coperti di gemme ed erba verde. Solo un piccino piangeva: non riusciva a salire sull'albero. Il gigante si disse: "Sono stato egoista! Ho scacciato i bambini dal mio giardino e la primavera non vi è ritornata. Ma da oggi tutto cambierà. Aiuterò quel piccino a salire sull'albero..."
E il gigante uscì nel giardino. Impauriti, i ragazzini volevano fuggire. "No, no, rimanete!" gridò il gigante. "Ho capito, siete voi che portate la primavera: restate, giocherò con voi!" Poi, prese in braccio il piccolo in lacrime e gli disse: "Su, su, stà sereno!". Lo mise a sedere su un fosso ramo e l'albero si coperse di foglie e cominciò a fiorire: e il bambino, felice, abbracciò il gigante e lo baciò con affetto.
Così i bambini tornarono a giocare nel giardino meraviglioso e con loro tornarono fiori, frutti e uccellini cinguettanti. Il gigante giocava con loro e raccontava loro le belle storie di paesi che aveva visitato.
Passarono gli anni. Alle primavere seguivano le estati, gli autunni e gli inverni: ma la primavera tornava sempre e nel giardino il gigante - non più egoista - giocava sempre con i bambini.
Da quella prima volta, il gigante non aveva più rivisto il piccino che aveva aiutato a salire sull'albero. Spesso aveva chiesto di lui agli altri. "Non lo conosciamo", gli avevano riposto. "Sarà andato in qualche altra città." Il tempo passava, e il gigante si tormentava.
Era di nuovo inverno e il gigante, invecchiato, guardando il giardino coperto di neve vide un albero fiorito. E sotto l'albero, il bambino che aveva tanto cercato. Ma... Per lui il tempo non era trascorso: lui era come il gigante l'aveva visto la prima volta! Il vecchio corse fuori, abbracciò il piccolo, poi gli chiese: "Ma per te il tempo non è passato? Io sono vecchio: tu invece sei come allora..."
"Io sono lo Spirito della Bontà" gli rispose il bambino. "Per me, il tempo non esiste. Volevo vedere se davvero ti eri pentito e, poiché sei stato sincero, sono venuto a invitarti nel mio giardino".
"Volentieri" disse il gigante. "E dove si trova?"
"Eccolo" fece il piccolo, e indicò un arcobaleno apparso come per miracolo. Poi, preso per mano il gigante, si avviò con lui verso l'arcobaleno.
IL GIGANTE EGOISTA di Oscar Wilde (collana Leggimi Una Fiaba, edizione EdiBimbi)
In una città lontana c'era uno splendido giardino, chiamato giardino del gigante. La, tra coloratissimi fiori profumati e grandi alberi, venivano, dopo la scuola, a giocare molti bambini vivaci e allegri: venivano a ogni stagione, persino d'inverno, perché neve e ghiaccio facevano sembrare il luogo sempre bellissimo.
Ma il giardino era di proprietà di un famoso gigante. E un giorno questi ritornò dopo una lunga assenza. Vide i bambini tra gli alberi e i fiori e si arrabbiò moltissimo.
"Che fate qui?" urlò. "Chi vi ha permesso di entrare? Via tutti, non voglio vedervi mai più qui!"
I piccoli fuggirono e il gigante cinse il giardino con un alto muro, chiuse il cancello con una grossa catena e pose bene in vista il cartello: VIETATO L'INGRESSO.
Giunse l'inverno, poi passò: la primavera tornò dappertutto, ma non nel giardino del gigante egoista. Lì non c'erano più i bambini a ridere e a giocare e gli uccellini, rattristati, non vi venivano a cantare: perciò, in quel silenzio gli alberi non germogliavano e i prati, coperti di neve, non lasciavano spuntare l'erba. Gli unici contenti erano la neve, il ghiaccio e la tramontana.
Il gigante stava davanti al fuoco, avvolto in coperte, e non capiva il perché di quel freddo e di quel buio. "Ma quando torna la primavera?" si chiedeva.
Ma ecco che un mattino una musica allegra e vivace giunse alle sue orecchie.
Alcuni ragazzini erano entrati e salivano sugli alberi; gli uccellini lo seguivano cinguettando. Alberi e prati si erano coperti di gemme ed erba verde. Solo un piccino piangeva: non riusciva a salire sull'albero. Il gigante si disse: "Sono stato egoista! Ho scacciato i bambini dal mio giardino e la primavera non vi è ritornata. Ma da oggi tutto cambierà. Aiuterò quel piccino a salire sull'albero..."
E il gigante uscì nel giardino. Impauriti, i ragazzini volevano fuggire. "No, no, rimanete!" gridò il gigante. "Ho capito, siete voi che portate la primavera: restate, giocherò con voi!" Poi, prese in braccio il piccolo in lacrime e gli disse: "Su, su, stà sereno!". Lo mise a sedere su un fosso ramo e l'albero si coperse di foglie e cominciò a fiorire: e il bambino, felice, abbracciò il gigante e lo baciò con affetto.
Così i bambini tornarono a giocare nel giardino meraviglioso e con loro tornarono fiori, frutti e uccellini cinguettanti. Il gigante giocava con loro e raccontava loro le belle storie di paesi che aveva visitato.
Passarono gli anni. Alle primavere seguivano le estati, gli autunni e gli inverni: ma la primavera tornava sempre e nel giardino il gigante - non più egoista - giocava sempre con i bambini.
Da quella prima volta, il gigante non aveva più rivisto il piccino che aveva aiutato a salire sull'albero. Spesso aveva chiesto di lui agli altri. "Non lo conosciamo", gli avevano riposto. "Sarà andato in qualche altra città." Il tempo passava, e il gigante si tormentava.
Era di nuovo inverno e il gigante, invecchiato, guardando il giardino coperto di neve vide un albero fiorito. E sotto l'albero, il bambino che aveva tanto cercato. Ma... Per lui il tempo non era trascorso: lui era come il gigante l'aveva visto la prima volta! Il vecchio corse fuori, abbracciò il piccolo, poi gli chiese: "Ma per te il tempo non è passato? Io sono vecchio: tu invece sei come allora..."
"Io sono lo Spirito della Bontà" gli rispose il bambino. "Per me, il tempo non esiste. Volevo vedere se davvero ti eri pentito e, poiché sei stato sincero, sono venuto a invitarti nel mio giardino".
"Volentieri" disse il gigante. "E dove si trova?"
"Eccolo" fece il piccolo, e indicò un arcobaleno apparso come per miracolo. Poi, preso per mano il gigante, si avviò con lui verso l'arcobaleno.
Nicol_Labirinto- Pischella/Pischello
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Re: Fiaba "Il gigante egoista"
beh ovvio non dice "è morto" ma si capisce dalle ultime frasi...
gaietta2710- Tenente Colombo
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Re: Fiaba "Il gigante egoista"
anzi ho proprio qui il libro di O Wilde
quel pomeriggio i bambini uscirono da scuola e corsero a giocare come al solito nel giardino del gigante. lo chiamarono senza ottenere risposta (...)
quando si avvicinarono alle piante lo videro. il loro grande amico era disteso sotto l albero fiorito ed era coperto di petali candidi. il suo viso era felice e sorridente e sembrava addormentato
quel pomeriggio i bambini uscirono da scuola e corsero a giocare come al solito nel giardino del gigante. lo chiamarono senza ottenere risposta (...)
quando si avvicinarono alle piante lo videro. il loro grande amico era disteso sotto l albero fiorito ed era coperto di petali candidi. il suo viso era felice e sorridente e sembrava addormentato
gaietta2710- Tenente Colombo
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Re: Fiaba "Il gigante egoista"
Si ma le versioni originali sono sempre un po' più tragiche... La Sirenetta ad esempio si trasforma in spuma di mare...
Nicol_Labirinto- Pischella/Pischello
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Re: Fiaba "Il gigante egoista"
siiiiiiiiiiiiiii ci sono rimasta quando ho letto l originaleNicol_Labirinto ha scritto:Si ma le versioni originali sono sempre un po' più tragiche... La Sirenetta ad esempio si trasforma in spuma di mare...
gaietta2710- Tenente Colombo
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Fiaba "il gigante egoista"
Ahahaha si anche io
Nicol_Labirinto- Pischella/Pischello
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